lunedì 18 febbraio 2013

PISTORIUS ALL'AMICO: "HO UCCISO LA MIA BIMBA...". IN CASA LA MAZZA INSANGUINATA




PRETORIA - "Ho ucciso la mia bambina. Dio mi prenda con sé". Sono le frasi di Pistorius mentre era in preda al panico, dette al telefono al suo migliore amico alle 3.55 della notte in cui ha ucciso la fidanzata Reeva. La telefonata fatta all'amico rivelerebbe come realmente sono andate le cose nella sua casa di Pretoria. Ma non è solo questa telefonata ad emergere dalla ricostruzione del delitto della modella Reeva Steenkamp fatta dagli investigatori. La polizia, infatti, avrebbe trovato anche una mazza da cricket sporca di sangue nella casa dell'atleta paralimpico. E si ipotizza, secondo le primissime ricostruzioni del delitto, che con quella mazza Postorius abbia colpito ripetutamente la modella sulla testa, fino a fracassarla.

LA MAZZA DA CRICKET SPORCA DI SANGUE In casa di Oscar Pistorius, l'atleta olimpico accusato dell'omicidio della fidanzata, la modella Reeva Steenkamp, gli investigatori hanno trovato una mazza da cricket. L'omicidio, avvenuto nell'abitazione di Pretoria, è seguito con grande attenzione dalla stampa locale. Il settimanale City Press scrive che la mazza ritrovata era coperta di sangue. «La Scientifica dirà a chi appartiene quel sangue», ha detto una fonte vicina alle indagini al giornale, aggiungendo che la testa di Reeva era fracassata.

Indagini preliminari indicano che la donna è stata uccisa nella notte di San Valentino con quattro colpi di pistola di cui due sparati alla testa. L'autopsia è già stata effettuata, ma i risultati rimangono secretati. Gli inquirenti, riferisce City Press, stanno lavorando su tre ipotesi per spiegare il ritrovamento della mazza da cricket: Pistorius l'avrebbe usata per aggredire Reeva, oppure la modella per difendersi, o ancora l'atleta ci avrebbe spaccato la porta del bagno dove Reeva si era nascosta. Pare, infatti, riferisce City Press, che il primo proiettile sia stato sparato nella camera da letto, poi la modella si sarebbe chiusa a chiave nel bagno. Inoltre, scrive ancora City Press, il padre di Pistorius avrebbe ricevuto una telefonata del figlio intorno alle 3.20 del mattino nella quale Oscar gli chiedeva di andare a casa sua.

LA TELEFONATA È il migliore amico di Oscar Pistorius a fare luce su quanto sarebbe accaduto nella tragica notte di San Valentino. Subito dopo aver sparato a Reeva Steenkamp, l'atleta ha telefonato a Justin Divaris per raccontargli l'accaduto, prima di dare l'allarme alla polizia. Erano le 3.55 del mattino, e uno sconvolto Pistorius diceva: "Ho ucciso la mia "baba", che Dio mi porti via". L'amico incredulo ha chiesto spiegazioni, alle quali si è sentito rispondere: "C'è stato un terribile incidente, ho sparato a Reeva". Quando Divaris è arrivato a casa dell'amico gli agenti avevano già isolato la casa di Pretoria ma ha potuto vedere il corpo insanguinato e coperto dai teli.

LE FAMIGLIE Oggi è anche il giorno in cui entrambe le famiglie, quella di Pistorius e quella della modella uccisa, esprimono il loro dolore. Henke, il padre dell'atleta, è convinto che la sparatoria sia stata un incidente e che il figlio abbia "agito d'istinto". Barry Steenkamp, padre di Reeva, invece, ha detto che sta lottando, insieme alla famiglia, per "per trovare qualche motivo a quanto successo alla nostra bella figlia". Il padre della modella non porta rancore nei confronti dell'atleta, e ha così commentato le lacrime di Pistorius in Tribunale: "Deve affrontare cose che noi non conosciamo. Non c'è odio nei nostri cuori".

IL BACIO DELLA VITA Ulteriori dettagli trapelati sulla stampa locale parlano di un tentativo ultimo di Pistorius di rianimare la fidanzata con quello che è stato chiamato "il bacio della vita". "C'era una grande quantità di sangue, ed erano convinti che Reeva era ancora in vita nel momento in cui Pistorius le dava il bacio della vita, ma è morta poco dopo", ha detto una fonte sudafricana vicina agli investigatori.

fonte leggo.it

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